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venerdì 18 marzo 2011

Come chiamo il mio bambino

Little Pink Book  Come chiamo il mio bebè
Secondo l'Istat, i genitori italiani tornano a scegliere nomi tradizionali per i loro neonati. Dopo anni di Kevin e Oceano e altre fantasiose creazioni, le statistiche danno Giulia e Francesco tra i nomi più gettonati. Tengono bene anche Sofia, Jacopo, Martina, Matteo, Lorenzo, Chiara, rispunta Antonio tra i nomi maschili più amati, mentre l'intramontabile Francesca si mantiene stabile.

I genitori, consapevoli del fatto che il nome si porta per sempre, sembrano sempre più attenti nella scelta: cercano assonanze con il cognome, oppure nomi brevi, tradizionali ma non stravaganti. Maria, un tantino in ribasso, resiste nei nomi combinati: Maria Stella, Maria Laura, Maria Chiara, mentre sempre più rari sono i Giovanni Maria che negli anni Sessanta piacevano (ma il Maria non se lo filava nessuno).

Sempre più spesso, inoltre, s'impone la moda (o forse il vezzo) dare ai figli nomi che cominciano con la stessa lettera: nelle ormai poche famiglie che hanno più di un bambino si trovano così Arianna, Andrea, Adriana, oppure Giorgio, Guido e Giada, o Carlo, Chiara e Caterina e così via.




mercoledì 27 gennaio 2010

M’ama, non m’ama? di Cinzia Ficco

Troppi dubbi sulla “filiera'', più o meno automatica, di quel sentimento che rappresenta il turbo delle nostre azioni? No, problem. Una mano te la dà Astraea, la casa editrice bolognese, che ha pubblicato nella collana The Little Pink Book, tre piccole guide preziose.

Amore. Di Maria Teresa Scorzoni.
Una specie di puzzle, tascabile, una summa di definizioni, consigli, storie, affinché ciascuno possa scegliere le tessere che preferisce e comporre il suo mosaico amoroso. Le più belle storie d’amore, l’oroscopo dell’amore, le ricette degli innamorati E poi, il galateo dell’approccio amoroso. Per non sbagliare, e dire “ti amo'' nel modo più appropriato, occhio alle top ten, quelle delle canzoni, dei film, dei libri e delle poesie universali sull’amore. E sulla persona amata che, come dice Carrie Bradshaw, l’arguta protagonista di Sex and the City, è quella che ci fa provare lo zazazù, quel misto di sensazioni, capaci di bloccare lo stomaco.

Matrimonio. Di Maria Cristina Giordano.
Sposarsi è come tuffarsi nell’acqua ghiacciata in pieno inverno: si fa una volta sola e si ricorda per il resto della vita. Che sia legante, fastoso e formale, minimalista o alternativo, richiede ottima organizzazione, entusiasmo, idee chiare. E’ importante che gli sposi facciano il percorso insieme nel rispetto del carattere e dello stile di ciascuno. Ma nel vademecum rosa, da portare con sé, ci sono anche superstizioni e curiosità. Errori da evitare. Per esempio, giorni propizi all’unione sarebbero il lunedì, il mercoledì e il giovedì. Il sabato potrebbe essere neutro o molto sfortunato. Maggio, poi, non è il mese delle spose. Preferibili giugno, agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre. I matrimoni celebrati a luglio porterebbero fatiche e duro lavoro. Bene anche gennaio e febbraio. Sposi fortunati? Lei deve portare un velo indossato da una persona cara. Lui tre grani di sale in tasca. Meglio se lo sposo non veda l’abito della sposa prima della cerimonia. Meno persone lo vedono, meglio è. Le fedi non devono cadere nel corso della cerimonia e gli sposi non devono assolutamente vedersi dopo la mezzanotte della vigilia. E il letto degli sposi? Meglio farselo preparare la sera prima del matrimonio da due fanciulle nubili. Suggerimenti sull’abito per lui e lei. Sui fiori. Sugli accessori. Sul trucco. Da non perdere, per evitare gaffes, imprevisti. E’ ovvio, entro certi limiti. Perché l’obiettivo degli sposi deve essere divertirsi.

Come chiamo il mio bebè? Di Francesca Cosi e Alessandra Repossi.
Una piccola guida ai nomi di battesimo per i neonati del XXI secolo. Luca o Francesco, Simona O Chantal? Il dubbio viene. Perché è diventata una moda regalare ai propri figli nomi particolari, esotici, altisonanti. Per ciascun nome le autrici hanno fornito informazioni sull’etimologia, l’area di origine e il giorno in cui si festeggia l’onomastico, e anche sovra- marcato, il segno zodiacale di questo, oltre ad una piccola storia e a un gustoso apparato di curiosità. Sapevate che il nome d Fabio deriva dalla gens Fabia, un’antichissima famiglia romana i cui componenti ricoprirono la carica di Console per ben 66 volte? O che Fortunato è il nome di 19 santi, fra cui san Fortunato Venanzio, protettore dei poeti? O che Rosario, in spagnolo, e Andrea in inglese e francese, sono in realtà nomi femminili e che Stefano è anche il nome di un satellite di Urano? Insomma, tante storie buffe e divertenti, per scegliere il nome più adatto.

martedì 12 maggio 2009

Come chiamo il mio bebè

Luca o Ermanno? Simona o Chantal? Sembra facile, ma scegliere il nome per il porprio bebè scatena sempre infinite discussioni in famiglia. C'è chi vuole regalare al figlio un nome dal significato importante come Davide, che vuol dire "Amato da Dio", chi si fa giudare dall'armonia del suono, dal ricordo di un personaggio famoso di ieri o di oggi o dalla giusta combinazione con il proprio cognome. C'è poi chi rifugge i nomi originali e chi invece li adotta per principio.

Nel Little Pink Book Come chiamo il mio bebè? abbiamo cercato di accontentare proprio tutti, prendendo in considerazione nomi storici e classici, nomi nuovissimi e di tendenza, nomi itaiani e nomi provenienti da altre culture. Per ciascuno abbiamo fornito informazioni sull'etimologia, l'area di origine e il giorno in cui si festeggia l'onomastico, e anche per sovramercato il segno zodiacale di questo, oltre a una piccola storia e a un gustoso apparato di curiosità. Sapervate che Stefano è il nome di uno dei satelliti di Urano?

Tra le pagine di questa piccola enciclopedia dei nomi di battesimo troverete queste e altre cursiosità. Non ci resta che augurarvi buona lettura, e se il nostro libro vi aiuterà a scegliere il nome del vostro bebè, ne saremo felici.

Francesca Cosi e Alessandra Reposssi