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lunedì 19 settembre 2011

Jeans: si possono stringere con un lavaggio?


Comprare un bel paio di jeans non è mai stato facile. Oggi però è un po' meno complicato che in passato: ci sono marche che producono modelli fatti per ogni forma fisica. Nei negozi Levi's, per esempio, sopratutto in quelli americani, prima di darvi qualche modello da provare, vi prendono tutte le misure, fianchi, vita, lunghezza della gamba e del cavallo. Poi fanno i loro calcoletti e arrivano con il responso, classificandovi tra le bold, demi o sligth curve. Poi vi interrogano sulle vostre preferenze per quanto riguarda il taglio della gamba e l'altezza della vita, ma vi consigliano anche sul taglio che meglio si adatta alla vostra figura (e anche all'età). Non ultimo: se sono seri, vi daranno anche qualche consiglio sul colore. Non insistete per un colore chiaro se ve lo sconsigliano vivamente: di solito non sbagliano.

Finalmente vi propongono una serie di modelli, ovviamente azzeccando perfettamente la vostra taglia e la lunghezza della gamba. Provateli con calma. Il vostro commesso sarà nei dintorni per darvi un consiglio spassionato, dal momento che il suo obiettivo non è solo vendervi un paio di jeans, ma vedervi lasciare il negozio pienamente soddisfatte con la certezza che tornerete.  Ora, se trovate un paio di jeans che vi calza a pennello ma il commesso vi dice che dovreste prendere una taglia più piccola, anche se vi stringe un po', dategli retta! Non c'è niente di peggio che trovarsi, a due settimane dall'acquisto, con il vostro jeans ideale che improvvisamente vi è largo sul lato b e sulle gambe, e balla in vita. Ripensando al commesso che diceva: soffri per qualche giorno, poi vedrai che la taglia più piccola ti starà a pennello, mangiatevi pure le mani per aver insistito sulla taglia più grande che non vi strizzava. Aveva ragione il commesso e, benché siate uscite soddisfatte dal negozio, ora sapete che avreste dovuto dargli ascolto.

Se vi venisse la tentazione di fare un lavaggio ad alta temperatura nella speranza di farli stringere, non fatevi illusioni, soprattutto se hanno una percentuale di elastan: non solo rischiate di farli sbiadire, ma non otterrete il risultato voluto. Sembreranno più stretti appena li indossate ma, due ore dopo, saranno larghi quanto prima se non di più. Se avete del buon tempo e una buona sarta, potete provare a farveli stringere. In genere però non ne vale la pena: il risultato non è (quasi) mai convincente. Non vi resta che regalare i jeans troppo grandi a qualcuno che possa riempirli come si deve (oppure tentare di venderli su ebay) e comprarne un paio nuovi, stesso modello ma una taglia più piccola.




Se avete altri dubbi sulla scelta dei jeans, la loro cura, come provarli e comprarli, non vi resta che leggere il Little Pink Book Jeans: con un investimento di soli 9,90 euro, potete risparmiare un sacco di soldi evitando l'acquisto di jeans sbagliati!


Le illustrazioni sono di Paolo Orlandi

mercoledì 10 novembre 2010

Ma cosa mi metto?

Ma cosa mi metto? Apro l'armadio che straripa e non ho niente da mettermi. Ogni volta che esco a fare shopping, compro una quantità di cose sbagliate che non metterò mai, che non faranno altro che rendere il mio armadio ancora più straripante ma non mi saranno di alcun aiuto. La domanda non trova risposta. Non so cosa mettermi perché, finalmente l'ho capito, NON SO VESTIRMI!

Meno male che c'è Eleganza per Lei di Arianna Chieli. Con pochi consigli immediati, chiari e diretti, mi conduce alla riscoperta del mio guardaroba, mi autorizza a fare piazza pulita di capi che tengo da anni pensando che dimagrirò, torneranno di moda, se li metterà mia figlia... Faccio una selezione spietata, tengo solo il meglio, tutto ciò che posso abbinare per fare di me una donna vestita con gusto (il mio gusto). Passo una domenica brumosa a giocare con il mio armadio e scopro un intero guardaroba che non sapevo di avere. Guardo soddisfatta lo spazio che ho ricavato eliminando l'inutile e l'immettibile (no, non lo butto via! Lo regalo a chi ne saprà fare miglior uso di me). Sono molto soddisfatta di aver comprato il libro di Arianna: un piccolo investimento che mi ha fatto risparmiare centinaia di euro in vestiti sbagliati e riscoprire il fascino del mio guardaroba. Ora sì che posso comprare qualcosa di nuovo!

Grazie Arianna!
Chiara da Roma

domenica 13 giugno 2010

Cosa mi metto, in valigia?

Si inizia a respirare aria di vacanza e qualcuno sta già preparando la valigia sperando, per una volta, di azzeccarla e partire con le cose giuste. Fare i bagagli, infatti, è un'arte; come tutte le arti, se non si è naturalmente dotati si può comunque imparare facendo tesoro di qualche piccolo suggerimento.

Partiamo dal presupposto che per essere sempre in ordine, addiritura eleganti, basta pochissimo. Ce lo ricorda Judy Khan, autrice del Little Pink Book Eleganza, saggia sostenitrice del motto Less is more.

Ed ecco qualche suggerimento:
1) Iniziate a pensare alla valigia almeno una settimana prima di partire. Preparate un elenco delle cose che dovete assolutamente portare e di quelle che vorreste portare ma siete incerte. Tenetela a portata di mano e aggiornatela ogni volta che viene in mente qualcosa che volete portare (o di cui potete fare a meno).

2) Trovate un posto in casa dove riporre tutte le cose che vorreste mettere in valigia, dagli abiti agli accessori, i prodotti di bellezza, le scarpe e quant'altro. Al momento di iniziare a impacchettare avrete già tutto a portata di mano.

3) Fate l'elenco delle cose che vi mancano e dovete comprare prima di partire. Oggi potete comprare quasi tutto in quasi tutto il mondo, perciò non sovraccaricatevi. Limitate il bagaglio a tutto quello che di sicuro non potete trovare altrove.

4) Quando iniziate a impacchettare, almeno un paio di giorni prima della partenza, siate oneste e spietate con voi stesse: non mettete in valigia le cose che non indossate mai neppure a casa pensando che forse vi servirà. Riflettete sul tipo di vacanza che vi aspettate e scegliete con cura le cose di cui non volete fare a meno. Concentratevi sui pochi capi essenziali adatti a ogni luogo e occasione: un bel paio di jeans, un paio di pantaloni di tela chiara, una camicia bianca, qualche t-shirt, un top elegantino per la sera, un abitino da giorno e un abitino da sera, un paio di pantaloni corti e una gonnella. Scegliete uno o due colori base e fate in modo che il vostro bagaglio sia ispirato a un criterio cromatico preciso: mai mescolare più di due colori.

5) Le scarpe sono la vera nota dolente: servono sempre tutte! Questo è il momento di essere veramente sincere...pensateci bene e vedrete che potete cavarvela con tre paia anche per la vacanza più lunga. Buona fortuna!

6) Se andate al mare, scegliete bene i vostri bikini (ovviamente intonati ai colori di base) e non dimenticate di portare almeno un pareo: oltre a servire da telo da spiaggia può tornare molto utile anche da indossare (si lava e asciuga in un attimo). Se andate in montagna, non dimenticate un giacchino impermeabile e un cappellino antipioggia.

7) Accessori e belletti: se volete evitare di portare con voi tutta la casa, siate severe. Una borsetta da sera e una da giorno sono sufficienti per qualsiasi vacanza ed è inutile comprare dieci flaconi di creme, gel e balsami miracolosi se neppure a casa avete la costanza di incremarvi. Pensateci.

Per oggi ci fermiamo qui; il tema è intrigante e c'è ancora molto da dire!

venerdì 20 novembre 2009

La scuola dello stile di Leiweb


L'eleganza non cresce negli armadi come erba spontanea. Diversamente da quanto si crede non ha un prezzo, nè un marchio, nè una diretta corrispondenza con l'aspetto fisico delle persone. Consiste piuttosto nel saper dosare fascino e sobrietà, bellezza e discrezione, spontaneità e savoir-fair in un delicatissimo equilibrio, talvolta sospeso a dodici centimetri da terra.

Arianna Chieli, che di eleganza evidentemente s'intende, ha riassunto le regole base dello stile (senza ovviamente trascurare i fondamentali dettagli) in un divertente manuale di vita per la donna moderna. Tanti consigli per trasformarsi da bozzolo in farfalla, imparare a vestirsi nel modo adeguato in ogni occasione, dare la giusta importanza all'accessorio e valorizzare la propria fisicità con un abito o una pettinatura. Il tutto corredato dalle divertenti illustrazioni di Alessandra Ceriani.

Attenzione: la lettura di Eleganza per lei, in libreria per Astraea, potrebbe facilmente ribaltare le vostre convinzioni e i fondi vostri cassetti, ma non è detto che dobbiate negare la vostra personalità e i vostri gusti. Forse vi convincerete semplicente che non è il caso di indossare un boa di struzzo fosforescente in mezzo alla savana... a meno che gli struzzi non facciano di voi il loro leader.

In esclusiva per la Scuola di Stile di Leiweb:
IL MEMORANDUM DELLO CHARME>>
I 10 CAPI INDISPENSABILI>>
LE REGOLE DI STILE PER SCEGLIERE E INDOSSARE IL CAPPELLO>>

Testi tratti da:

Eleganza per lei
di Arianna Chieli
pp.73, 17.90 euro
Astraea Editrice

Lauro
18 Novembre 2009


La recensione è tratta da LEIWEB, scuola di stile

giovedì 19 novembre 2009

Sei di Moda: Eleganti e chic in otto mosse

di Elisa Poli
L'eleganza è uno dei concetti più difficili da spiegare. Eppure questo manualetto, con tante dritte intelligenti, riesce nella difficile missione di renderci più chic. Nelle situazioni difficili e in quelle più banali. Ecco come:

"Eleganza per lei" di Arianna Chieli è un piccolo manuale da non perdere: in otto facili e divertenti capitoli, spiega come diventare eleganti. Il libro fa parte della nuova collana «The Pink Book» di Astraea Editrice: Seidimoda di Repubblica te ne anticipa alcuni passaggi (continua a leggere...)

mercoledì 16 settembre 2009

L’armadio perfetto


Un armadio ben organizzato è uno dei passi più importanti verso l’eleganza.
Perché se troverete facilmente i vostri abiti, ben stirati, riposti in modo ordinato e per giunta in un luogo bello a vedersi, allora vestirvi diventerà un piacere e il vostro aspetto non potrà che avvantaggiasene.
Ma lo stato del vostro armadio può influire, oltre che sul modo in cui vi vestite,
anche sul vostro umore. Come ogni donna sa bene, un armadio disordinato è come un piccolo segreto inquietante: turba, imbarazza e fa sentire a disagio.
Ogni donna desidera avere un armadio perfetto, con spazio infinito per tutte le sue cose. La realtà è però che quasi tutte abbiamo armadi troppo piccoli, conserviamo abiti che non mettiamo più da secoli e non abbiamo mai abbastanza tempo e soldi per risolvere il problema.
In effetti, sistemare un armadio disordinato è un’operazione che richiede solo qualche ora (da tre a sei) e non c’è alcun bisogno di acquistare un mobile di design per essere soddisfatte. Quindi, prima di decidere che è venuto il momento di comprare un nuovo armadio o un mobile contenitore, iniziate
con i piccoli passi suggeriti dal Little Pink Book Eleganza.

Vi sentirete subito molto più glamour!