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lunedì 19 settembre 2011

Jeans: si possono stringere con un lavaggio?


Comprare un bel paio di jeans non è mai stato facile. Oggi però è un po' meno complicato che in passato: ci sono marche che producono modelli fatti per ogni forma fisica. Nei negozi Levi's, per esempio, sopratutto in quelli americani, prima di darvi qualche modello da provare, vi prendono tutte le misure, fianchi, vita, lunghezza della gamba e del cavallo. Poi fanno i loro calcoletti e arrivano con il responso, classificandovi tra le bold, demi o sligth curve. Poi vi interrogano sulle vostre preferenze per quanto riguarda il taglio della gamba e l'altezza della vita, ma vi consigliano anche sul taglio che meglio si adatta alla vostra figura (e anche all'età). Non ultimo: se sono seri, vi daranno anche qualche consiglio sul colore. Non insistete per un colore chiaro se ve lo sconsigliano vivamente: di solito non sbagliano.

Finalmente vi propongono una serie di modelli, ovviamente azzeccando perfettamente la vostra taglia e la lunghezza della gamba. Provateli con calma. Il vostro commesso sarà nei dintorni per darvi un consiglio spassionato, dal momento che il suo obiettivo non è solo vendervi un paio di jeans, ma vedervi lasciare il negozio pienamente soddisfatte con la certezza che tornerete.  Ora, se trovate un paio di jeans che vi calza a pennello ma il commesso vi dice che dovreste prendere una taglia più piccola, anche se vi stringe un po', dategli retta! Non c'è niente di peggio che trovarsi, a due settimane dall'acquisto, con il vostro jeans ideale che improvvisamente vi è largo sul lato b e sulle gambe, e balla in vita. Ripensando al commesso che diceva: soffri per qualche giorno, poi vedrai che la taglia più piccola ti starà a pennello, mangiatevi pure le mani per aver insistito sulla taglia più grande che non vi strizzava. Aveva ragione il commesso e, benché siate uscite soddisfatte dal negozio, ora sapete che avreste dovuto dargli ascolto.

Se vi venisse la tentazione di fare un lavaggio ad alta temperatura nella speranza di farli stringere, non fatevi illusioni, soprattutto se hanno una percentuale di elastan: non solo rischiate di farli sbiadire, ma non otterrete il risultato voluto. Sembreranno più stretti appena li indossate ma, due ore dopo, saranno larghi quanto prima se non di più. Se avete del buon tempo e una buona sarta, potete provare a farveli stringere. In genere però non ne vale la pena: il risultato non è (quasi) mai convincente. Non vi resta che regalare i jeans troppo grandi a qualcuno che possa riempirli come si deve (oppure tentare di venderli su ebay) e comprarne un paio nuovi, stesso modello ma una taglia più piccola.




Se avete altri dubbi sulla scelta dei jeans, la loro cura, come provarli e comprarli, non vi resta che leggere il Little Pink Book Jeans: con un investimento di soli 9,90 euro, potete risparmiare un sacco di soldi evitando l'acquisto di jeans sbagliati!


Le illustrazioni sono di Paolo Orlandi

sabato 16 luglio 2011

Non so cosa mettermi!

Se di fronte al guardaroba gremito l'unica frase che vi risuona nella testa è "Non ho niente da mettermi", c'è un solo capo capace di risolvere il dilemma: i jeans.
L'importante è che siano quelli giusti: quel tagli che valorizza la vostra figura esaltandone le curve, minimizzando i piccoli difetti e facendovi sentire sempre a posto. Trovare il jeans giusto non è facile, così come non è semplice capire quali sono le occasioni (per la verità ormai rare) in cui indossare un paio di jeans non è proprio una buona idea.

Se credete di sapere davvero tutto sui jeans, come sceglierli, provarli, comprarli, curarli, indossarli e abbinarli, di questo Little Pink Book troverete forse interessanti le curiosità. In tutti gli altri casi, sarà per voi una piccola arma da tenere in borsetta prima di affrontare la grande caccia al jeans perfetto.

L'autrice, Francesca Tripodi, ha concentrato in questo manualetto tutto ciò che bisogna sapere sul passepartout di ogni guardaroba.

Il Little Pink Book Jeans è in libreria a partire dal 15 luglio

Clicca qui per sfogliarlo in anteprima

lunedì 4 aprile 2011

Il cambio di stagione


Siamo solo ai primi di aprile ma fa caldo e poche resistono alla tentazione di spalancare le ante degli armadi e dedicarsi al cambio di stagione: un momento che somiglia a una giornata di shopping avventuroso.

Intanto di anno in anno non ci si ricorda più cosa si è messo via e quindi le sorprese sono tante, spesso piacevolissime (come quell'abitino comprato a fine settembre in super saldi che non ricordavi più aver riposto senza averlo mai indossato).

Poi c'è da fare la selezione annuale: qualche pezzo è destinato ad abbandonare l'armadio per sempre. Sono quei capi che avete messo via in autunno pensando che avreste dovuto eliminarli ma non ne avete avuto il coraggio e avete rimandato la decisione a primavera. Ecco, questo è il momento per liberarvi del superfluo, del brutto, del vecchio, dell'immettibile. Eliminate!

Fate posto per le nuove cose che avete già adocchiato nelle vetrine. E se proprio non ce la fate a staccarvi da qualche capo dell'altro secolo, indossatelo e guardatevi bene allo specchio, magari con l'impietosa luce del mattino che di solito non inganna. E fate i vostri conti, magari anche con la sarta che, con le sue mani d'oro, forse può salvare i cimeli delle stagioni passate trasformandoli in cose ancora mettibili. Ma questo vale solo per i capi belli, quelli belli davvero che, seppure un po' appassiti, non passano mai di moda, e semmai pochi ritocchi possono renderli ancora più belli.

martedì 29 marzo 2011

Perché ci vestiamo male?


Una bella giornata di primavera è una tentazione. A scoprirsi un po', a sfoderare i primi abitini leggeri, a giocare con i colori che sono rimasti chiusi nell'armadio per molti mesi. Camminando per le vie di una città qualsiasi un sabato pomeriggio soleggiato di fine marzo può capitare di vedere qualche persona ben vestita, ma perlopiù si vedono orrori da brivido.
Signore ormai più che mature con leggings seconda pelle, fondo schiena  non proprio sodo e giacchette maculate, tutto supegriffato, traballanti su tacchi troppo alti; ragazzine con prendisole rigati in bianco e blu, da spiaggia, indossati sopra leggings neri (ah, legging dappetutto!), con l'aggravante di stivali color cammello, e magari una giacchetta di pelle rossa; giovani donne in total black, che di per sé non sarebbe poi male, se non cadessero nella tentazione di ingentilire il look con un cappottino di ecopelle lilla e una borsetta verde carica di decorazioni. E risparmiamoci le donne che escono a mezzogiorno con pump dorate e borsetta intonata, oppure firmate dalla testa ai piedi, con l'ultimo modello dello stilista preferito, perfetto in passerella, tragico il sabato pomeriggio sotto i portici in città.

Ma chi ce lo fa fare di agghindarci così? Che sia per fretta, disinteresse, indifferenza, al cattivo gusto dovrebbero esserci dei limiti. Viene però il sospetto che certi look terrificanti possano essere il frutto di lunghe sedute davanti alla specchio, suggerimenti di commesse disperate o di amiche vipere, di esperimenti - non riusciti - di donne che hanno perso il senso della misura e inseguono modelli insensati proposti dalle riviste.

Vestirsi bene è come cucinare: meglio pochi ingredienti di qualità preparati con cura, che un'accozzaglia di sapori mischiati alla rifusa. 
La cucina italiana è amata nel mondo perché è semplice, raffinata nella sua essenzialità. A nessuno in Italia verrebbe in mente di preparare uno spezzatino di pollo con patate e sughetto di pesche sciroppate e curry! Qualcuno lo fa, all'estero, ma noi no. Sperimentare è fondamentale, e dalla sperimentazione talvolta nascono combinazioni sorprendentemente buone (il pollo con curry e pesche sciroppate non è poi così male!),  ma non c'è nulla di più soddisfacente di un bel piatto di spaghetti al dente con un profumato sugo al pomodoro: una camicia bianca con un bel paio di jeans e una giacchettina, un abitino lineare con un bel paio di collant poco vistosi e scarpette con quattro centimetri di tacco, una gonnella spiritosa con un micropull intonato e un paio di ballerine.

Vestirsi bene non è difficile. Nel dubbio, basta rinunciare agli eccessi, al troppo, al vistoso, al tutto griffato. E ricordarsi chi si è, da dove si viene e dove si sta andando. 


giovedì 24 marzo 2011

Meno McDonald's, più scarpe!

Eleganza per Lei di Arianna Chieli, illustrazioni di Alessandra Ceriani
Chi conosce Milano ricorderà forse quel McDonald's in piazza Cordusio. Bene, non c'è più (da anni), e adesso (in effetti è già da un po' di mesi) c'è un
negozio di scarpe,
e che negozio!

Frequentato da principi azzurri e cupidi occasionali per offrire una ventata di spudorata leggerezza nel grigiore milanese, è un posto speciale per perdersi nel meraviglioso mondo delle scarpe (e delle borse!)

Otto vetrine di décolleté di tutti i colori e materiali, tronchetti di ogni foggia, francesine rosa cipria e nero e ballerine, oh, quante ballerine. Tra pooo sarà la vola dei sandali,
con tacchi vertiginosi o rasoterra, da tutti i giorni o da gran sera... non vediamo l'ora. Sì, perché poche cose nella vita danno gioia quanto le scarpe.

E lo sanno bene Arianna Chieli, autrice di Eleganza per lei, e Sonia Tiffany Grispo, autrice dei Little Pink Book Scarpe e Borse. Da oggi potete sfogliare i tre volumi; basta un clic!

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mercoledì 16 marzo 2011

Diamanti nei salotti Poltrona Frau: l'eleganza senza tempo

17 marzo 2011: a causa di un improvviso impedimento dell'autrice, le presentazioni di Diamanti nelle showroom di Poltrona Frau sono rinviate a maggio. Le nuove date saranno comunicate al più presto. 
Ci scusiamo per l'inconveniente.  



Poltrona Frau, in collaborazione con Astraea Editrice, è lieta di invitarvi a

Diamanti in salotto
una chiacchierata con Patrizia di Carrobio
autrice di Diamanti, una guida personale

Bologna, martedì 22 marzo, ore 18.30
Showroom Poltrona Frau Strada Maggiore 27
interviene Maria Teresa Scorzoni

Milano, mercoledì 23 marzo, ore 18.30
Showroom Poltrona Frau via Durini 1
interviene Antonio Mancinelli

Torino, giovedì 24 marzo, ore 18.30
Showroom Poltrona Frau corso Peschiera 237
interviene Marcella Gabbiano

Napoli, martedì 29 marzo, ore 18.30
Showroom Poltrona Frau via Filangieri 34-36
interviene Anna Maria Merone

Roma, mercoledì 30 marzo, ore 18.30
Showroom Poltrona Frau via Tomacelli 142
interviene Linda de Sanctis

mercoledì 9 marzo 2011

Affari sbagliati, a qualsiasi prezzo

Illustrazione di Alessandra Ceriani


Mai farsi tentare da...

Un paio di Manolo Blahniks a metà prezzo, che vi fanno malissimo ai piedi.
Una giacca di cashmere a prezzo stracciato perché ha la fodera completamente strappata. Siete sicure che la farete riparare?
Qualsiasi cosa che abbia uno strano odore.
Capi di campionario o da vetrina. La scarpa che vedete in vetrina potrebbe essere scolorita rispetto alla compagna rimasta nella scatola.
Confezioni gigante di articoli come tovaglioli di carta o carta igienica a prezzi stracciati; la volete ma non avete spazio in casa. Imparate a dire di no, o vi ritroverete sommerse di cianfrusaglie di ogni sorta.
Le cose che vi lasciate convincere a compare da amici o venditori. Non sono un affare ma un autentico errore. Se avete bisogno del parere di un’altra persona, probabilmente state facendo un acquisto che non sentite.

        giovedì 3 marzo 2011

        Why don't you: Diana Vreeland

        Bruttina, segaligna, androgina, ricchissima e terribilmente chic: Diana Vreeland, imperatrice dello stile dalle pagine di Vogue, ha segnato un'epoca ed è ancora oggi una delle fashion icon più citate del mondo. Perché? Cosa aveva questa donna di tanto speciale?
        Carattere, prima di tutto.
        Poi anche buon gusto, denaro, un marito ricco, una buona famiglia alle spalle, una lingua tagliente e  "quel leggero tocco di cattivo gusto di cui tutti abbiamo bisogno".

        A 31 anni, nel 1937 cominciò a lavorare come redattrice per Harper's Bazaar e qualche anno dopo aveva già una rubrica sua: Why dont'you. Da quelle pagine dispensò per più di un quarto di secolo consigli eccentrici (e non necessariamente pratici) che la resero famosa. Probabilmente tutti sanno che suggeriva di indossare i golf al contrario perché le donavano di più. Forse non tutti sanno che consigliava anche di lavare i capelli dei bambini con lo champagne avanzato (per renderli lucenti) e di dipingere un planisfero nella camera dei bambini per evitare che crescessero con un punto di vista da provinciali.

        A Vogue arrivò solo nel 1963 e ci restò poco: nove anni in cui dettò legge nel mondo del buon gusto e della moda. Poi fu licenziata e nessuno seppe mai davvero perché; qualcuno dice che faceva spendere troppo per i servizi fotografici, altri affermano che non fosse più al passo con la modernità.

        Rimasta vedova e con pochi soldi (almeno per i suoi standard assai dispendiosi), dal 1972 fu consulente del Met per 16 anni, organizzando mostre di grande successo per il Costume Institute.

        In una giornata di marzo singolarmente nevosa come oggi viene voglia di mettere in pratica uno dei sui consigli più bizzarri:: "Perché non indossare sempre un paio di moffole viola", e magari portare al collo un corno d'osso e fare un salto dalla manicure.


        mercoledì 23 febbraio 2011

        Dieci segreti di stile e benessere

        1. Trova il tuo profumo perfetto e usalo tutti i giorni, poche gocce ma sempre. La gente si ricorderà di te anche per la tua fragranza.

        2. Cinture e collane: usale! Posso cambiare il tono di un outfit, e darti una sferzata di luce e buon umore.

        3. Prenditi cura delle tue estremità (mani e piedi). Le prime sono il tuo biglietto da visita, i secondi i tuoi alleati più fedeli per girare per il mondo. Scegli scarpe comode oltre che belle, ma sii pronta a sacrificare la comodità a tutti i costi se indossi un abito che richiede un tacco 12. Allenati a portarli e a camminarci come fossero le scarpe più commode del mondo.

        4. Cammina di buon passo tutti i giorni almeno per mezz’ora. È un toccasana per il tuo spirito e i tuoi glutei.

        5. Non spendere una fortuna in creme di bellezza. Scegline una che ti va bene e abbi la costanza di usarla tutti i giorni

        6. Non rinunciare al rossetto e non sentirti obbligata a comprare il più caro. Quel che conta è la nuance che scegli: deve esaltare il tuo viso, non sbatterlo.

        7. Sii unica, se tutti indossano un certo tipo di capo, tu non metterlo: l’omologazione non fa per te.

        8. Non dare nulla per scontato: prima di parlare o di scrivere, verifica. La consapevolezza di non sapere ti porta sulla strada della conoscenza.

        9. Non sentirti sminuita davanti a chi sembra più brava, più bella o più intelligente di te. E non pensare di essere più brava, più bella e più intelligente di tutte le altre. Dignità, umiltà e consapevolezza sono i tratti che ti distinguono.

        10. Sorridi e goditi ogni momento della giornata.

        martedì 1 febbraio 2011

        Non ho niente da mettermi!

        Siamo sicure di non avere niente da metterci? Con l'armadio che straripa, tanto da non riuscire neppure a mettere via gli ultimi acquisti dei saldi, fissiamo imbambolate il guardaroba con  la persistente sensazione di non avere niente, o quasi, da metterci.  Ok, nella vita ci sono preoccupazioni ben più importanti del guardaroba e dei vestiti, tuttavia mettere in ordine l'armadio è un esercizio zen che fa bene non solo al nostro stile, ma soprattutto alla nostra testa: ci stimola a ragionare sulle cose veramente importanti. 
        Fare ordine nell'armadio è un po' come fare ordine nella propria vita. Pensateci.
        E se decidete di dare un taglio al caos, farete un grande passo verso l'eleganza, anche interiore. 
        Lo stato del vostro armadio può influire, oltre che sul modo in cui vi vestite, anche sul vostro umore. Come ogni donna sa bene, un armadio disordinato è come un piccolo segreto inquietante: turba, imbarazza e fa sentire a disagio.



        Ogni donna desidera avere un armadio perfetto, con spazio infinito per tutte le sue cose. La realtà è però che quasi tutte abbiamo armadi troppo piccoli, conserviamo abiti che non mettiamo più da secoli e non abbiamo mai abbastanza tempo e soldi per risolvere il problema.
        In effetti, sistemare un armadio disordinato è un’operazione che richiede solo qualche ora (da tre a sei) e non c’è alcun bisogno di acquistare un mobile di design per essere soddisfatte. Quindi, prima di decidere che è venuto il momento di comprare un nuovo armadio o un mobile contenitore, iniziate
        con i piccoli passi suggeriti dal Little Pink Book Eleganza.


        lunedì 24 gennaio 2011

        La bellezza non è che una promessa di felicità

        Se la bellezza non è che una promessa di felicità, perché non fare di tutto (o quasi) per sentirsi belle? Valentina Grispo ha condensato in dieci punti i preziosi consigli per sentirsi (ed essere) belle. Prendeteli come spunti o come post-it da tenere sott'occhio per ricordare sempre che avere cura di sé, prima di un capriccio estetico, è un gesto d'amore nei propri confronti. E per saperne di più, c'è il Little Pink Book Bellezza

        1. Il superfluo è superfluo tutto l'anno: non trascurata la depilazione, neppure a gennaio.

        2.   Essere single non è una scusa per trascurarsi, come l'anello al dito non è un passepartout per entrare nelle file delle casalinghe disperate.

        3. Fuma almeno un pacchetto di sigarette al giorno, fai la lampada ogni week end, bevi alcolici tutti i giorni. Se già osservi questa disciplina, scrivi quanti anni hai, aggiungi cinque e saprai quanti anni dimostri.

        4. La bellezza non è negli occhi di chi guarda ma nello specchio. Non conta (solo) la personalità e non sempre i difetti sono elementi di fascino. La sciatteria ha un prezzo.

        5. Il make up valorizza i tratti del viso camuffando i piccoli difetti. Basta sapere come farlo.

        6. La tua fragranza preferita, se esageri, può trasformarsi da delicata e gradevole profumazione in una fastidiosa e persistente scia odorosa che, anziché inebriare, diventa nauseante.

        7. Pensa a quali parti del tuo corpo ti piacciono e valorizzale. Hai le labbra sottili ma il collo lungo? Non potrai sfoggiare i magnifici rossetti rosso fuoco che assottigliano le bocche poco carnose, ma potrai permetterti di sfoggiare collane vistose e macro bijoux che esaltano il tuo punto forte.

        8. Chi bella vuol apparire...deve saper ottimizzare i tempi. Basta imparare a gestire la beauty-routine quotidiana e vincere la pigrizia.

        9. Il parrucchiere può essere un fedele alleato ma anche il tuo peggior nemico. Mai optare per un cambio di look quando si è nervose, tristi o annoiate e mai pronunciare le parole "Fai tu" .

        domenica 23 gennaio 2011

        Borse, It-bag e personalità

        Milioni di bag-addict esplorano quotidianamente siti e riviste di moda per tenersi aggiornate sulle novità nel settore e scrutano con occhio indagatore le foto delle celebrity del momento sperando di adocchiare la nuova It-bag. Ma la borsa è prima di tutto personalità e modo di essere, rispecchia chi siamo e non c'è da stupirsene perché persino Sigmund Freud l'aveva capito e aveva trovato una risposta alle scelte delle donne, meno frivole e superficiali di quanto certi uomini possano sentenziare.
        Freud aveva dedotto che le borse e le scarpe rappresentano l'utero femminile e che le diverse varietà di questi accessori "svelano" il modo in cui la donna vive la propria sessualità: le donne che scelgono borse ampie e capienti, senza tracolla o nei toni del marrone, hanno uno spiccato senso materno. Le donne che, invece, preferiscono borse piccole, clutch bag e borse gioiello, favorendo l'estetica alla comodità, mostrano una personalità che punta alla seduzione, rientrando così nella categoria della donna-amazzone. Così Freud descriveva le donne dalle borse piccole e i tacchi a spillo.

        Non sono certo solo due le categorie in cui è possibile ritrovarsi, ma fa i due poli opposti esistono infinite personalità che le donne svelano inconsciamente al mondo scegliendo semplicemente una borsa o un'altra.


        Tratto dal Little Pink Book Borse di Sonia Tiffany Grispo di Trend & The City

        martedì 18 gennaio 2011

        Scarpe: tendenze 2011



        Tre maestri della scarpa e le loro proposte per il 2011.
        Se volete imparare a riconoscere a colpo d'occhio le scarpe dei più grandi stilisti dei nostri tempi, se volete conoscere i segreti delle manifatture più raffinate, se la storia dell'accessorio più amato dalle donne vi seduce quanto il piacere di indossarlo, non potete non avere in borsetta il Little Pink Book Scarpe di Sonia Tiffany Grispo, l'animatrice del seguitissimo blog trend & the city.

        Sì, perché le scarpe parlano, dicono chi siamo, da dove veniamo e, soprattutto, dove stiamo andando. Sono molto di più di un semplice accessorio: sono l'estensione di una donna, così come il tracco a spillo è il trait-d'union tra le nostre gambe e il mondo. E allora, per scoprire come sceglierle, dove acquistarle, quando indossarle e per valutare il vostro grado di shoe addiction tra un acquisto e l'altro fate un salto in libreria e impossessatevi del Little Pink Book Scarpe: che siate appassionate, grandi estimatrici, cultrici, o semplici simpatizzanti dell'argomento, questo libro è ciò che fa per voi.

        A proposito, sapreste dire chi sono i tre stilisti delle scarpe di queste immagini? Provate a rispondere!
        The Little Pink Book Scarpe 






        domenica 12 dicembre 2010

        Regalo per il fidanzato: come fargli capire che i tempi sono maturi

        Al fidanzato che vi adora ma non osa ancora impegnarsi ufficialmente, quest'anno a Natale regalate Diamanti e non ve ne pentirete. 


        Voi, dopo aver letto Diamanti non guarderete più i gioielli nello stesso modo. Avvicinandovi a un anello o a un pendente di diamanti vi sentirete di doverlo osservare a fondo, di riconoscerne la montatura, il metallo, il taglio e, se avete buon occhio, la purezza. Resterete incantate davanti a un solitario e, ancora di più, a un taglio smeraldo con baguette laterali, a un pavé scintillante o a un raffinatissimo taglio cushion. 


        Il vostro fidanzato capirà (forse) che è giunto il momento di dare una svolta alla vostra storia. E se non lo capirà, a capire sarete voi.

        Questa piccola guida personale aprirà a entrambi orizzonti sconosciuti nell'universo dei sentimenti amorosi, rivelandovi segreti, curiosità e piccole storie che vi divertiranno, informeranno e, soprattutto, vi faranno sognare insieme spendendo solo pochi euro.







        sabato 11 dicembre 2010

        Regali di Natale 2010: "Eleganza per lei" per le amiche del cuore


        "L'eleganza è un modo di essere: in alcuni è innata, ma per tutti gli altri è una dote che va coltivata con pazienza e determinazione" Arianna Chieli

        Per l'amica che non sa mai come vestirsi, per quella che si veste sempre così male da farvi stringere il cuore, per quella che si addobba come un albero di Natale rendendosi ridicola e per quell'altra che sembra sempre una tapina ingrigita mentre con poco fiorirebbe, per voi che avete l'armadio che straripa e nulla da mettervi, per vostra mamma, perché questo libro le dà ragione su tutti i fronti, per vostra sorella così forse smetterà di frugare nel vostro armadio, per vostra figlia che forse quest'anno si lascerà consigliare e per tutte le donne che amate: essere eleganti si può e, senza attentare al portafoglio, fa sentire veramente bene.

        Clicca qui per acquistare Eleganza per Lei di Arianna Chieli  oppure cercalo in libreria.

        giovedì 9 dicembre 2010

        I fondamentali della lingerie: ogni donna ha il suo stile

        Nel guardaroba di una donna non c'è nulla di più personale e segreto della lingerie. Se la scelta degli altri capi, infatti, è spesso influenzata dalle mode o dalla particolare forma della silhouette, l'acquisto della lingerie è quasi sempre un riflesso diretto della propria femminilità, declinata in forme, materiali e colori capaci di creare uno stile unico. Nonostante ciò, ci sono alcuni pezzi che non possono mancare nel guardaroba intimo di ogni donna, per accompagnarla con grazie ed eleganza in ogni occasione. Sapete dire di che pezzi si tratta?

        Se entrando in un negozio siete indecise sul reggiseno da comprare, se desiderate un body che valorizzi la vostra figura, se vi siete lasciate sedurre dall'idea di acquistare una guêpière ma non sapete come sceglierla, il LPB Lingerie fa per voi.

        Dal bustier alle calze, dall'intimo per lo sport ai completini della seduzione, questo piccolo manuale rosa vi aiuta a scegliere il capo perfetto per ogni occasione.

        E se siete un uomo e desiderate regalare qualcosa di sfizioso alla vostra fidanzata, moglie o amica, in questo libretto troverete suggerimenti e spunti per azzeccare il dono più adatto.

        mercoledì 24 novembre 2010

        La lingerie di Barbie è elegante?

        La maggior parte delle donne indossa una lingerie minima: reggiseno e mutandine. Per questi valgono solo due regole: che siano coordinati (stesso colore, stoffa e modello) e che vi modellino perfettamente. Indossare reggiseno nero e mutandine bianche è sciatto (oppure indica che non avete fatto la lavatrice!).

        La scelta del colore è squisitamente personale ma, nel dubbio, preferite colori neutri: bianco, nero, champagne o beige. La lingerie di seta è magnifica ma non sempre pratica. Anche il cotone e la microfibra possono essere chic, basta che siano lavati con delicatezza e che abbiate il coraggio di eliminarli non appena si rovinano un po’.

        Dopo aver letto questo piccolo brano dell'ormai mitico Little Pink Book Eleganza e aver preso in mano il bellissimo Little Pink Book Lingerie ci chiediamo: ma Barbie, sotto i vestiti, cosa si mette? E così abbiamo scoperto il meraviglioso mondo della Lingerie di Barbie. Fateci un giro...ha dell'incredibile.

        lunedì 22 novembre 2010

        Presentazioni: cosa dire e come fare.

        Presentazioni
        Le presentazioni hanno lo scopo di introdurre persone che non si
        conoscono e avviare la conversazione e si fanno sempre, anche se si tratta di un incontro casuale. Le uniche occasioni in cui presentare non è necessario sono i funerali, gli incontri fugaci in cui non ci si trattiene più che per un saluto. Molte persone, però, hanno la tendenza a non fare mai presentazioni. Intimiditi dalla situazione o incerti su come comportarsi, finiscono per non fare nulla creando imbarazzo. Fare le presentazioni non è difficile se si ricordano
        alcune regole di base.
        Gerarchia. Si presentano i più giovani ai più anziani, un uomo
        a una donna, un sigle a una coppia (presentando una coppia si
        dirà sempre prima il nome di lui, poi quello di lei). Nell’ambiente
        di lavoro si presenta al superiore la persona di livello subordinato,
        dicendo per primo il nome della persona alla quale si presenta
        l’altra. Ecco qualche esempio: “Papà, ti presento il mio ragazzo
        Gianni”; “Presidente, le presento Giovanni Rossi dell’ufficio
        stampa”; “Anna, ti presento Franco Verdi”.
        Titoli. Nelle situazioni mondane ma informali si evitano i titoli
        accademici e ci si limita a dire i nomi: “Ginevra, ti presento Luca
        Bianchi; Luca, questa è Ginevra Orsi”. Nelle occasioni formali di
        lavoro, invece, si usano il titolo e il cognome: “Dottor Bianchi, le
        presento la dottoressa Orsi, responsabile del marketing”.
        Famigliari. Quando si presentano dei familiari con il nostro
        stesso cognome, si usa solo il nome di battesimo: “Le presento
        mio marito Antonio e i nostri figli Andrea e Luisa”. Espressioni
        come “le presento la mia signora” pronunciate per introdurre la
        propria moglie, vanno bandite; “le presento mia moglie” è più
        che sufficiente.
        Cosa dire. Al momento delle presentazioni, per gli uomini è
        sufficiente dire “buongiorno” o “buonasera”, tutt’al più “molto
        lieto”, in nessun caso bisognerebbe dire il tanto diffuso “piacere”.
        Alle signore basterà sorridere porgendo la mano. Chi è presentato
        non dovrebbe mai porgere la mano, ma attendere che
        sia l’altro a farlo. In genere è la persona più anziana che tende
        la mano a quella più giovane, mai il contrario. In un salotto, le
        signore sedute non sono tenute ad alzarsi se non nel caso in cui
        siano presentate a dame attempate, persone anziane o di particolare
        importanza; gli uomini, per contro, si alzano sempre.

        lunedì 15 novembre 2010

        Intervista a Patrizia di Carrobio, autrice del nuovissimo libro “Diamanti” di Astraea Editrice


        L’emancipazione femminile ha tentato di sradicare il legame delle donne verso i diamanti. Alcune donne dicono di non volerli e altre affermano di volerseli comprare da sole. Ciò nonostante il diamante resta un chiodo fisso delle donne. Sarà sempre così?
        Forse non sono la persona più obiettiva per rispondere a questa domanda, ma onestamente non vedo perché le donne per emanciparsi debbano non portare diamanti. Il punto fondamentale è che non per forza i diamanti debbano essere regalati. Anche se, diciamoci la verità… quando è un uomo a regalare un diamante di solito la donna che lo riceve si “squaglia”. Ci sono sicuramente cose più importanti nella vita, ma indossare, acquistare o ricevere un diamante è un piacere e non vedo perché ci si debba rinunciare. E soprattutto è un piacere che non deve essere vissuto come impossibile ed è declinabile in infiniti modi senza dover per forza dissanguare il proprio conto in banca.... continua a leggere

        Tratto dall'intervista di Chiara Besana per Oggi Sposi del TgCom

        sabato 13 novembre 2010

        Bon ton a tavola e non solo

        Come si apparecchia la tavola? Come si fanno le presentazioni? Come ci si comporta nelle grandi occasioni formali? Conoscere le regole del bon ton permette di stabilire rapporti di comprensione e gentilezza che rendono la vita più semplice e piacevole. Non si tratta solo di sapersi comportare bene a tavola e non dire le parolacce, ma di un complesso di piccole regole che ci consentono di esprime al meglio lo stile che ci contraddistingue e di affrontare con scioltezza qualsiasi situazione, dal colloquio di lavoro alla serata importante o informale che sia.

        Il Color Book Galateo è un manuale agile e divertente per tutti coloro che desiderano conoscere le regole della buona creanza, che hanno qualche dubbio di bon ton o, semplicemente, aspirano a un modo più educato in cui dare il buon esempio (e sorridere) aiuta a vivere meglio, contro la barbarie della vita moderna.