martedì 30 novembre 2010

Aggiungi la tua foto sulla pagina Astraea di Facebook


Se vai a New York, Londra o Parigi e porti con te il Little Pink Book  Ny-Lon-Paris Shopping, fatti scattare una foto con la tua guida allo shopping davanti alla tua boutique preferita (o dove ti pare) e postala sulla pagina Facebook di Astraea, taggando chi vuoi tu.

domenica 28 novembre 2010

Shopping a New York: Bleecker Street

Al n. 357 di Bleecker Street, una via  alberata costeggiata dalle classiche brownstone newyorkesi, trovate la favolosa boutique di Arleen Bowman, un paradiso di abbigliamento e accessori di stilisti nuovi e originali oltre ai pregiatissimi capi classici in tessuti pregiati, disegnati dalla stessa proprietaria. Questa non è che una delle dozzine di negozi incredibili che si concentrano nel West Village e costituiscono una meta imprescindibile per chi vuole fare shopping a New York stando bene alla larga dalle solite vetrine che si ripetono uguali in tutto il mondo.
 
Maria Luisa Tagariello ha girato le vie più belle dello shopping newyorkese (ma anche londinese e parigino) e ha concentrato le sue scoperte nel Little Pink Book Ny-Lon-Paris Shopping: una piccola guida indispensabile per fashioniste.

sabato 27 novembre 2010

Come si prepara il Bloody Mary, l'aperitivo dietetico

Illustrazione di Paolo Orlandi


Aperitivo ma anche long drink, il Bloody Mary è talmente ricco da non invogliare a mangiucchiare. La paternità di questo cocktail è contesa tra Fernand Petiot, noto barman francese che negli anni Venti lavorava all’Harry’s New York Bar di Parigi (da non confondere con l’Harry’s Bar di Venezia, con cui condivideva clienti famosi come Hemingway e altri personaggi del bel mondo dell’epoca), e George Jessel, artista americano poliedrico, che avrebbe messo a punto la formula con tabasco, salsa Worcester, rafano, sale, pepe nero e pepe di Caienna. Qualunque sia la sua vera storia, il rosso vivo del succo del pomodoro evoca immagini sanguinarie, per cui è stato associato a Maria Tudor, regina d’Inghilterra, detta Maria la Sanguinaria.

Ingredienti
3 parti di vodka
6 parti di succo di pomodoro
1 parte di succo di limone
Due spruzzi di salsa Worcester
Uno spruzzo di tabasco
Sale di sedano
Sale
Pepe

Preparazione
La versione ufficiale presentata dall’iba prevede che gli ingredienti siano mescolati in un bicchiere highball o nel bicchiere miscelatore e poi trasferiti in un tumbler alto con qualche cubetto di ghiaccio. Dopo aver mescolato delicatamente, si serve con un gambo di sedano ed eventualmente una fettina di limone. È forse il solo cocktail al mondo in cui ogni barman può dare libero sfogo alla creatività.

Curiosità
Il Bloody Mary vanta innumerevoli varianti, fra cui la versione analcolica nota come Virgin Mary. Altre varianti note sono:

Versione shakerata
Mettete qualche cubetto di ghiaccio nello shaker e aggiungete la vodka, il succo di pomodoro, il limone, il sale, qualche goccia di tabasco e la salsa Worcester. Agitate vigorosamente per qualche istante, lasciate riposare per una decina di secondi, poi versate in un tumbler alto ben ghiacciato. Condite con un pizzico di pepe e servite con uno spicchio di limone e un gambo di sedano. Una variante di questa variante è arricchita da una punta di rafano grattugiato dal gradevole gusto piccante.

Bloody Maria
Sostituendo la vodka con tequila otterrete la versione sudamericana di questo aperitivo.

Bloody Muddle
Versione azzardata, apprezzata in Scandinavia, in cui si diluisce il succo di pomodoro con succo di vongole e, volendo, si sostituisce la vodka con acquavite.

Bloody Murder
Si prepara con gin al posto della vodka, aceto di riso al posto della salsa Worcester, wasabi al posto del rafano e si serve con un pomodoro ciliegino.

venerdì 26 novembre 2010

Uomini e diamanti

Sabatino Furnari commenta Diamanti di Patrizia di Carrobio 

"Da un libro sui diamanti, per solito, ci si aspettano tre cose: pistolotti tecnici, panegirici scientifico-geologici, e passaggi incipriati per soli ricchi iniziati. Avendo però l'accortezza di permeare questi ultimi di un'aura di democratica benvolenza, che non esclude la pur remota possibilità di accedere al mondo delle 4C anche per i non abbienti. Ebbene: se da un libro sui diamanti cercate questo non comprate l'ultima fatica letteraria di Patrizia di Carrobio! L'approccio di Patrizia è infatti il meno "noblesse obblige" possibile, la scrittura è quotidiana a tratti romanzesca, vedasi la descrizione del Diamond District; quartiere newyorchese dove si commercia gran parte dei diamanti destinata a finire nelle vetrine di mezzo mondo. Una descrizione per nulla a cinque stelle, che però rende appieno l'idea di un mondo che travalica di molto le algide 4C delle quali Patrizia tiene conto il meno possibile. Intendiamoci il libro non è uno svilimento delle qualità o del valore dei migliori amici delle donne; semplicemente vuole mettere le cose al giusto posto e, trattandosi di diamanti, nella giusta luce senza nulla togliere alla soddisfazione di aver acquistato un qualcosa di esclusivo e prezioso. Tanti e tali sono i consigli che Patrizia dispensa nelle 127 pagine del suo libro, che risulta francamente difficile andare a selezionare le cose da tenere a mente; l'ideale sarebbe tenere in tasca il volumetto e rileggerlo ogni tanto almeno fino a quando non si è discretamente padroni dei fondamentali. Dopo di che si potrà senz'altro entrare in gioielleria con meno timore, avendo le idee abbastanza chiare su quello che si vuole e su quanto si vuole spendere. E sì, perché la conoscenza, non solo dei diamanti, aiuta anche a risparmiare; si evita così infatti di cadere nel non sempre veritiero assioma del: "Più costa più vale". Non mancano comunque consigli sul come e sul perché regalare uno o più diamanti riducendo al minimo i rischi di errore. Sembrerà infatti strano ma a qualche gentile signora (credo che la percentuale sia in ragione di una su un milione) i diamanti possono anche non piacere. Patrizia vi guiderà in un mondo molto più semplice di quanto appaia a prima vista e alla fine della lettura vi verrà voglia di avere il suo indirizzo per parlarle ogni qualvolta vi verrò voglia o avrete bisogno di un consiglio. Cosa che volendo potrete fare tranquillamente scrivendo a Patrizia sul suo sito. E lasciate nella tastiera il titolo di Contessa che pur le compete un "gentile Patrizia" andrà molto meglio che la nobiltà, intesa come educazione e rispetto degli altri non si fa con i titoli. Ricordo che una volta prima di iniziare un'intervista con Liliana de Curtis, la figlia del grande Totò, le chiesi come gradisse essere chiamata: "Per regola araldica - rispose - dovresti chiamarmi altezza imperiale,esarca di Ravenna,duchessa di Macedonia e di Illiria,principessa di Costantinopoli, di Cicilia, di Tessaglia, di Ponte di Moldavia, di Dardania, del Peloponneso, contessa di Cipro e di Epiro, contessa e duchessa di Drivasto e Durazzo, pertanto chiamami Liliana e non se ne parli più".
Sabatino Furnari


Torta della Foresta Nera, la ricetta


ingredienti
• 1 pan di Spagna al cioccolato
• 1 kg ca di ciliegie sciroppate e denocciolate
• 350 ml di panna
• 40 g di maizena
• 3 cucchiai di Kirsch
• 30 g di zucchero a velo
• ½ cucchiaino di cannella
• Riccioli di cioccolato


Tagliate il pan di Spagna in tre strati. Scolate le ciliegie, versando 250 ml di sciroppo nella casseruola.
Accantonatene 10-12 per decorare la torta e tagliate a metà quelle rimaste. Aggiungete allo sciroppo di ciliege la maizena e la cannella e mescolate finché non sono ben amalgamati. Cuocete a fuoco basso, mescolando continuamente, fino a che la miscela non si addensa e non comincia a bollire. Aggiungete le ciliegie tagliate a metà e cuocete circa 2 minuti. Spegnete, fate raffreddare e aggiungete il Kirsch, mescolando. Montate bene la panna, aggiungete lo zucchero a velo e continuate a sbattere finché non è ben soda. 
Posate lo strato inferiore della torta su un piatto da portata e cospargetelo con due terzi della panna montata. Appoggiatevi sopra il secondo strato e ricopritelo con la miscela di ciliegie. Terminate con l’ultimo strato di pan di Spagna e spalmate la panna montata fino a ricoprire tutta la torta. Se gradito, decorate con le ciliegie intere rimaste e con riccioli di cioccolato.
12-18 porzioni

Tratta dal Big Book Cioccolato   

mercoledì 24 novembre 2010

La lingerie di Barbie è elegante?

La maggior parte delle donne indossa una lingerie minima: reggiseno e mutandine. Per questi valgono solo due regole: che siano coordinati (stesso colore, stoffa e modello) e che vi modellino perfettamente. Indossare reggiseno nero e mutandine bianche è sciatto (oppure indica che non avete fatto la lavatrice!).

La scelta del colore è squisitamente personale ma, nel dubbio, preferite colori neutri: bianco, nero, champagne o beige. La lingerie di seta è magnifica ma non sempre pratica. Anche il cotone e la microfibra possono essere chic, basta che siano lavati con delicatezza e che abbiate il coraggio di eliminarli non appena si rovinano un po’.

Dopo aver letto questo piccolo brano dell'ormai mitico Little Pink Book Eleganza e aver preso in mano il bellissimo Little Pink Book Lingerie ci chiediamo: ma Barbie, sotto i vestiti, cosa si mette? E così abbiamo scoperto il meraviglioso mondo della Lingerie di Barbie. Fateci un giro...ha dell'incredibile.

martedì 23 novembre 2010

Librerie con i titoli di Astraea

Alcuni lettori ci hanno segnalato di avere qualche difficoltà a trovare i titoli di Astraea in libreria. Astraea è distribuita in tutta Italia da PDE, che serve non solo tutte le librerie di catena (Feltrinelli, Mondandori, Hoepli, Fnac, Feltrinelli Village, Ubik e molte altre) ma anche numerose librerie indipendenti. Le librerie più importanti dei principali centri urbani sono senz'altro fornite, come nel caso della Feltrinelli di piazza Duomo a Milano (vedi le foto).

Se non riuscite a trovarli, o se il libraio vi dice che il titolo che cercate è esaurito, fatelo ordinare perché tutti i titoli sono attualmente disponibili nei magazzini del distributore e basta un giorno per evadere l'ordine. In alternativa, potete fare acquisti su Internet rivolgendovi a IBS, Bol, Feltrinelli e tutte le altre librerie online.
Naturalmente, potete scriverci all'indirizzo info@astraeaeditrice.it; saremo lieti di darvi gli indirizzi delle librerie fornite più vicine a voi.




lunedì 22 novembre 2010

Presentazioni: cosa dire e come fare.

Presentazioni
Le presentazioni hanno lo scopo di introdurre persone che non si
conoscono e avviare la conversazione e si fanno sempre, anche se si tratta di un incontro casuale. Le uniche occasioni in cui presentare non è necessario sono i funerali, gli incontri fugaci in cui non ci si trattiene più che per un saluto. Molte persone, però, hanno la tendenza a non fare mai presentazioni. Intimiditi dalla situazione o incerti su come comportarsi, finiscono per non fare nulla creando imbarazzo. Fare le presentazioni non è difficile se si ricordano
alcune regole di base.
Gerarchia. Si presentano i più giovani ai più anziani, un uomo
a una donna, un sigle a una coppia (presentando una coppia si
dirà sempre prima il nome di lui, poi quello di lei). Nell’ambiente
di lavoro si presenta al superiore la persona di livello subordinato,
dicendo per primo il nome della persona alla quale si presenta
l’altra. Ecco qualche esempio: “Papà, ti presento il mio ragazzo
Gianni”; “Presidente, le presento Giovanni Rossi dell’ufficio
stampa”; “Anna, ti presento Franco Verdi”.
Titoli. Nelle situazioni mondane ma informali si evitano i titoli
accademici e ci si limita a dire i nomi: “Ginevra, ti presento Luca
Bianchi; Luca, questa è Ginevra Orsi”. Nelle occasioni formali di
lavoro, invece, si usano il titolo e il cognome: “Dottor Bianchi, le
presento la dottoressa Orsi, responsabile del marketing”.
Famigliari. Quando si presentano dei familiari con il nostro
stesso cognome, si usa solo il nome di battesimo: “Le presento
mio marito Antonio e i nostri figli Andrea e Luisa”. Espressioni
come “le presento la mia signora” pronunciate per introdurre la
propria moglie, vanno bandite; “le presento mia moglie” è più
che sufficiente.
Cosa dire. Al momento delle presentazioni, per gli uomini è
sufficiente dire “buongiorno” o “buonasera”, tutt’al più “molto
lieto”, in nessun caso bisognerebbe dire il tanto diffuso “piacere”.
Alle signore basterà sorridere porgendo la mano. Chi è presentato
non dovrebbe mai porgere la mano, ma attendere che
sia l’altro a farlo. In genere è la persona più anziana che tende
la mano a quella più giovane, mai il contrario. In un salotto, le
signore sedute non sono tenute ad alzarsi se non nel caso in cui
siano presentate a dame attempate, persone anziane o di particolare
importanza; gli uomini, per contro, si alzano sempre.

giovedì 18 novembre 2010

Manhattan, il cocktail!


L’origine del Manhattan si fa risalire a un aneddoto che, a forza di essere ripetuto, sembra diventato reale. Pare che fosse stato preparato per Lady Randolph Churchill, la madre di Winston Churchill, intorno al 1874 e che fosse stato così appezzato da diventare subito di moda. È possibile, tuttavia, che il Manhattan non sia che uno dei cinque cocktail inventati per rappresentare le municipalità di New York: Brooklyn, Bronx, Mahattan, Queens e Staten Island. 

Ingredienti
7 parti di whisky, preferibilmente di segale
3 parti di vermouth dolce
Uno spruzzo d’angostura

Preparazione
Versate tutti gli ingredienti nel bicchiere miscelatore pieno per metà di cubetti di ghiaccio. Mescolate con cura. Filtrate in coppe da cocktail ben fredde. Guarnite con una ciliegina al maraschino.

Curiosità
Il Manhattan Dry si prepara con vermouth dry al posto del vermouth rosso e si serve in coppe da cocktail con una scorzetta di limone. Il Perfect Manhattan invece prevede il preciso equilibrio di una parte e mezza di vermouth dry e una parte e mezza di vermouth rosso, dolce. Servite il Perfect con una ciliegina al maraschino.